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L’effetto del clima sul processo di Neolitizzazione dell’Europa

È appena uscito in Nature Human Behaviour un nuovo articolo a cui ho collaborato: Climate shaped how Neolithic farmers and European hunter-gatherers interacted after a major slowdown from 6,100 BCE to 4,500 BCE. L’articolo è a pagamento, ma c’è un link che permette di leggerlo gratuitamente e la rivista ha pubblicato il pdf su Researchgate.

La transizione neolitica in Europa è stata guidata dalla rapida dispersione degli agricoltori del Vicino Oriente che, in un periodo di 3.500 anni, hanno portato la produzione alimentare negli angoli più remoti del continente. Tuttavia, questa ondata di espansione è stata tutt’altro che omogenea , con un marcato rallentamento osservato a latitudini più elevate,che potrebbe essere legato alle diverse condizioni climatiche che gli agricoltori neolitici hanno incontrato nei loro spostamenti.

Abbiamo testato questa ipotesi. Per prima cosa, abbiamo calcolato le rotte di espansione nelle varie zone usando un vasto database che raccoglie le date archeologiche del primo arrivo dell’agricoltura in tutta Europa. Ne abbiamo identificate quattro, mostrate nell’imagine qui sotto.

Le quattro rote di espansione Neolitica identificate tramite le date al radiocarbonio associate alla prima comparsa dell’agricoltura nelle varie zone

Lungo tre di queste rotte, si nota un rallentamento (linee più spesse nell’immagine) al sumperamento di una certa soglia (verde chiaro nella mappa) nella somma termica, un valore che riflette la qualità della stagione di crescita. Questo suggerisce che le colture, provenienti dal Vicino Oriente, potrebbero aver faticato in condizioni climatiche più difficili, non permettendo alle popolazioni Neolitiche di produrre abbastanza per sostenere un aumento della popolazione e/o un’espansione.

Lo studio del DNA antico, inoltre, ci mostra che in concomitanza dei valori soglia di somma termica aumenta il livello di mescolanza fra agricoltori e cacciatori-raccoglitori, suggerendo che i raccolti inaffidabili in queste regioni potrebbero aver favorito il contatto tra i due gruppi.

Lia Betti, Robert M. Beyer, Eppie R. Jones, Anders Eriksson, Francesca Tassi, Veronika Siska, Michela Leonardi, Pierpaolo Maisano Delser, Lily K. Bentley, Philip R. Nigst, Jay T. Stock, Ron Pinhasi & Andrea Manica 

Climate shaped how Neolithic farmers and European hunter-gatherers interacted after a major slowdown from 6,100 BCE to 4,500 BCE

The Neolithic transition in Europe was driven by the rapid dispersal of Near Eastern farmers who, over a period of 3,500 years, brought food production to the furthest corners of the continent. However, this wave of expansion was far from homogeneous, and climatic factors may have driven a marked slowdown observed at higher latitudes. Here, we test this hypothesis by assembling a large database of archaeological dates of first arrival of farming to quantify the expansion dynamics. We identify four axes of expansion and observe a slowdown along three axes when crossing the same climatic threshold. This threshold reflects the quality of the growing season, suggesting that Near Eastern crops might have struggled under more challenging climatic conditions. This same threshold also predicts the mixing of farmers and hunter-gatherers as estimated from ancient DNA, suggesting that unreliable yields in these regions might have favoured the contact between the two groups.

Nat Hum Behav (2020). https://doi.org/10.1038/s41562-020-0897-7

L’effetto dei cambiamenti climatici del passato sugli animali

Sul blog del Museo di Zoologia di Cambridge è appena uscito un post in cui si parla di me e del mio lavoro. Fa parte delle iniziative organizzate per la Giornata Internazionale delle Donne (a cui ho già partecipato con una conferenza e un progetto nel Museo).

Il post è disponibile a questo link, mentre cliccando qui si possono leggere le ricerche delle mie fantastiche colleghe al Dipartimento.

Gioco da tavolo: Climate change – the board game

Ho appena pubblicato su questo sito Climate Change – the board game: un gioco da tavolo educativo sull’evoluzione e il cambiamento climatico. L’idea di fondo è di mettesi nei panni delle specie animali che devono fronteggiare i cambiamenti nel clima, per sperimentare in prima persona le possibili strategie e le difficoltà di questo compito.

Climate change - the board game

Ogni giocatore rappresenta una specie di mammifero di media-grande taglia, che vive in un mondo in cui il clima può cambiare in maniera inaspettata. Ogni specie ha il proprio DNA, e

Ogni specie ha il proprio DNA e a ogni giro pesca mutazioni casuali, che potrebbero permetterle di evolversi per adattarsi a nuovi habitat. Se però le mutazioni non sono quelle giuste l’evoluzione non è un’opzione, e la specie può solo spostarsi per tornare nel proprio habitat, oppure si estingue. Ed è solo l’inizio… quando arrivano gli esseri umani a modificare il clima se ne vedono delle belle!

È un gioco print-and-play: tutti i materiali necessari possono essere scaricati da qui per poi stamparli, oppure si può giocare online (e in entrambi i casi è completamente gratuito).

Climate Change the board game
Materiali per Climate Change the board game

Di base, lo scopo di questo gioco è di essere una risorsa educativa per le scuole e lo abbiamo utilizzato con successo per le attività di divulgazione al Museo di Zoologia dell’Università di Cambridge. Però può anche essere giocato in famiglia o con gli amici, per divertimento o magari per affrontare il discorso dei cambiamenti climatici da un punto di vista diverso dal solito.

Docenti o studenti interessati a svolgere questo tipo di attività nelle loro scuole possono scrivermi attraverso il modulo di contatto.

Climate change the board game activity at the Zoology Museum, Cambridge
La prima sessione di gioco e discussione sui cambiamenti climatici per le scuole fatta al Museo di Zoologia di Cambridge a febbraio 2020.

Giornata Internazionale delle donne al Museo di Zoologia

Per celebrare la Giornata internazionale della donna, il Museo di zoologia dell’Università di Cambridge ha deciso di condividere nelle sue sale le storie di 27 studiose che lavorano nel Dipartimento.

Ho avuto l’onore di essere scelta per far parte di questo progetto, e per ognuna di noi, è stata esposta un’etichetta che racconta le nostre ricerche a fianco all’animale che studiamo.

Inoltre, domani avremo l’occasione di parlare del nostro lavoro in questo evento:

International Women’s Day 2020: Celebrating Women in Science and Conservation

7 marzo, ore 14, Museo di Zoologia, Cambridge.

Evento “Celebrating women in science and conservation”

In occasione della Giornata Internazionale delle Donne, il Museo di Zoologia di Cambridge organizzerà un evento:

International Women’s Day 2020: Celebrating Women in Science and Conservation

7 marzo, ore 14, Museo di Zoologia dell’Università di Cambridge
Downing Street, Cambridge. CB2 3EJ

Parteciperò anche io, parlando del mio lavoro insieme a tante fantastiche colleghe del Dipartimento. Il titolo del mio intervento è “Back to the future: species distribution through time“, e inizierà alle 14.15. Ecco il programma completo.

[Update]: Ecco una registrazione dell’evento (la mia parte inizia al minuto 15.45) e alcune foto

Registrazione dell’evento