Tramite AIRIcerca sono stata invitata a presentare il mio lavoro a Futuro Remoto 2020, il Festival della Città della Scienza di Napoli. Quest’anno il tema è “Pianeta”, il mio intervento si intitolerà “Un gioco da tavolo per capire il cambiamento climatico” e presenterò Climate change – the board game, il gioco educativo gratuito che ho creato ispirandomi al mio lavoro.
Ringrazio il comitato direttivo di AIRIcerca e lo staff del festival per questa bella opportunità.
Ho parlato dell’impatto dei cambiamenti climatici (del passato e del presente) sulle specie animali e su come sperimentarlo in prima persona grazie al mio gioco da tavolo sul tema.
Nel programma originale erano previsti due eventi diversi, ma per problemi tecnici sono stati concentrati entrambi nella giornata di sabato.
Ieri Andrea Idini mi ha intervistato per MeetScience.
Abbiamo parlato di tanti argomenti di cui mi sono occupata nel mio lavoro: dalla digestione del latte alla domesticazione del cavallo; dalle antiche migrazioni umane all’emicrania; dalla storia genetica di Lucca all’impatto della rivoluzione neolitica sulla demografia umana; dal clima ai giochi da tavolo! Ecco il video:
La transizione neolitica in Europa è stata guidata dalla rapida dispersione degli agricoltori del Vicino Oriente che, in un periodo di 3.500 anni, hanno portato la produzione alimentare negli angoli più remoti del continente. Tuttavia, questa ondata di espansione è stata tutt’altro che omogenea , con un marcato rallentamento osservato a latitudini più elevate,che potrebbe essere legato alle diverse condizioni climatiche che gli agricoltori neolitici hanno incontrato nei loro spostamenti.
Abbiamo testato questa ipotesi. Per prima cosa, abbiamo calcolato le rotte di espansione nelle varie zone usando un vasto database che raccoglie le date archeologiche del primo arrivo dell’agricoltura in tutta Europa. Ne abbiamo identificate quattro, mostrate nell’imagine qui sotto.
Le quattro rote di espansione Neolitica identificate tramite le date al radiocarbonio associate alla prima comparsa dell’agricoltura nelle varie zone
Lungo tre di queste rotte, si nota un rallentamento (linee più spesse nell’immagine) al sumperamento di una certa soglia (verde chiaro nella mappa) nella somma termica, un valore che riflette la qualità della stagione di crescita. Questo suggerisce che le colture, provenienti dal Vicino Oriente, potrebbero aver faticato in condizioni climatiche più difficili, non permettendo alle popolazioni Neolitiche di produrre abbastanza per sostenere un aumento della popolazione e/o un’espansione.
Lo studio del DNA antico, inoltre, ci mostra che in concomitanza dei valori soglia di somma termica aumenta il livello di mescolanza fra agricoltori e cacciatori-raccoglitori, suggerendo che i raccolti inaffidabili in queste regioni potrebbero aver favorito il contatto tra i due gruppi.
Lia Betti, Robert M. Beyer, Eppie R. Jones, Anders Eriksson, Francesca Tassi, Veronika Siska, Michela Leonardi, Pierpaolo Maisano Delser, Lily K. Bentley, Philip R. Nigst, Jay T. Stock, Ron Pinhasi & Andrea Manica
Climate shaped how Neolithic farmers and European hunter-gatherers interacted after a major slowdown from 6,100 BCE to 4,500 BCE
The Neolithic transition in Europe was driven by the rapid dispersal of Near Eastern farmers who, over a period of 3,500 years, brought food production to the furthest corners of the continent. However, this wave of expansion was far from homogeneous, and climatic factors may have driven a marked slowdown observed at higher latitudes. Here, we test this hypothesis by assembling a large database of archaeological dates of first arrival of farming to quantify the expansion dynamics. We identify four axes of expansion and observe a slowdown along three axes when crossing the same climatic threshold. This threshold reflects the quality of the growing season, suggesting that Near Eastern crops might have struggled under more challenging climatic conditions. This same threshold also predicts the mixing of farmers and hunter-gatherers as estimated from ancient DNA, suggesting that unreliable yields in these regions might have favoured the contact between the two groups.