I cambiamenti climatici sono una grande sfida per l’umanità. Quali strumenti abbiamo per fronteggiarli? Cosa possiamo fare come singoli? Come dovrebbero agire le istituzioni? Quali sono le priorità?
Locandina del Festival della Scienza di Genova, edizione 2022
Il DNA, uno dei concetti di base della biologia, è noto per essere il “libretto di istruzioni” della vita. È meno noto, però, che può anche diventare uno strumento per ricostruire il passato. Nascoste nelle sue sequenze si annidano infatti migliaia di storie: una enorme biblioteca scritta in un linguaggio composto da sole quattro lettere e frutto di milioni di anni di evoluzione. Il DNA antico, estratto dai resti del passato, ci ha regalato un punto di vista privilegiato per ricostruire storie ormai sepolte da tempo e inaccessibili da altre fonti. In questo incontro sfoglieremo alcuni di questi libri antichissimi e leggeremo alcune di queste storie, che parlano di amore e di guerra, di viaggi e di commerci, di estinzioni e di rivoluzioni… alla scoperta di quelle pagine del nostro passato che sono scritte nel linguaggio del DNA.
Quando sentiamo la parola “paleontologia” il nostro pensiero corre subito a dinosauri e altri animali famosi. C’è però una categoria di fossili meno nota, che ci permette di capire moltissimo del mondo del passato: le piante.
In questa intervista che ho realizzato per Meet Science, Mario Coiro, paleobotanico e filogenetista, ci accompagna alla scoperta delle piante del lontano passato, della loro evoluzione e dei loro segreti. Per mostrarci come, in una ricostruzione paleontologica, lo sfondo può insegnarci più dei protagonisti!
Mi ha chiesto dei cambiamenti climatici di oggi e di ieri e del ruolo che l’attuale crisi climatica sta avendo e avrà sulle nostre vite e sulla società. Abbiamo anche discusso di donne e scienza, dell’importanza di poter scegliere, e soprattutto di avere esempi che indichino la strada.
Ringrazio la dott.ssa Troiano e la redazione di Pikaia per questa opportunità.
Sono stata invitata da Agnese di Archeo Friendly a discutere insieme del libro “La preistoria è donna” di Marylène Pathou-Matis.
Negli ultimi anni l’archeologia ha subito una svolta epocale. Grazie alle nuove tecniche d’indagine è possibile ricostruire molti più aspetti e caratteristiche della vita dei nostri antenati, anche quelli vissuti in epoche lontane come la preistoria. E si sta iniziando anche a capire che i ruoli di genere forse non erano proprio quelli che ci immaginiamo. Ne parliamo in questo video.
Fino alla metà del XX secolo, dipinti, sculture, libri, illustrazioni hanno creato un immaginario collettivo trasmettendo un unico messaggio: la preistoria è una questione di uomini. Ma non ci sono prove che gli uomini primitivi fossero cacciatori, creatori di armi e utensili, nonché artisti di dipinti rupestri mentre le donne si occupassero solo dei figli e di tenere in ordine la grotta. L’archeologia è una scienza giovane, che risale al XIX secolo, ed è stata sviluppata da studiosi di genere maschile che erano inclini a proiettare gli stereotipi di quel tempo sul loro oggetto di studio, costruendo un modello di famiglia preistorica che imita quello della famiglia occidentale dell’Ottocento: nucleare, monogama e patriarcale, con l’idea che le donne non abbiano avuto alcun ruolo nell’evoluzione tecnica e culturale dell’umanità. Escludendo metà della popolazione, la visione del comportamento nelle società preistoriche è stata distorta per più di un secolo e mezzo. Nell’ultimo decennio, però, lo sviluppo dell’archeologia di genere, delle nuove tecniche di analisi dei reperti e le recenti scoperte di fossili umani ci hanno permesso di sfidare i numerosi pregiudizi sulle donne preistoriche, che erano in realtà meno sottomesse e più inventive di quanto si è creduto fino a oggi. Con La preistoria è donna, Marylène Patou-Mathis decostruisce i paradigmi all’origine di questo ostracismo e ci permette di aprire nuove prospettive nell’approccio scientifico verso lo studio delle società preistoriche. Pone inoltre le basi per una diversa storia delle donne, libera da stereotipi, non più dominata e scritta solo da uomini.
L’autrice
Marylène Patou-Mathis è archeologa preistorica e direttrice di ricerca al CNRS. Lavora al Museo di Storia Naturale di Parigi. È una dei maggiori esperti al mondo sul comportamento dei Neandertal.